CARRIERA TRADUTTORI
COME SI DIVENTA TRADUTTORI PROFESSIONISTI
La passione e la predisposizione per le lingue sono importanti, ma lungi dall'essere sufficienti per intraprendere la professione del traduttore/interprete o mediatore linguistico più in generale.
E' innanzitutto necessario formarsi attraverso un percorso accademico. Con ciò si intende un corso universitario o di formazione professionale che vi arricchisca di quel bagaglio teorico e in parte pratico specifico della professione, un bagaglio che costituisce la base indispensabile su cui poter sviluppare le proprie esperienze lavorative e crescere professionalmente. Si tratta di una serie di principi, una metodologia e terminologia di settore grazie a cui si è in grado, tra le altre cose, di comunicare con i propri colleghi e usufruire anche dell'esperienza degli altri addetti ai lavori. Un bagaglio necessario per non commettere errori basilari, di metodo.
Nel caso della traduzione, saper parlare due lingue non è sufficiente: bisogna aver acquisito una consapevolezza che va al di là del normale senso comune, una consapevolezza delle problematiche traduttive che sorgono quando si trasporta significato. I significati da comunicare possono assumere forme e stili diversi ed essere racchiusi -contenuti- in parole, immagini, gesti, ma anche risultare dall'impostazione del discorso o layout visivo della pagina. La traduzione di una sentenza del tribunale, un articolo giornalistico o una poesia richiede non solo capacità di comprensione del testo scritto, ma le capacità specifiche per tradurre quello stesso contenuto in modo opportuno in un'altra lingua, per un pubblico con abitudini e aspettative diverse.
Per chi non fosse già familiare con le questioni relative alla professione del tradurre e dell'interpretare, mi soffermo qui su due punti.
1) Il primo è che "traduttore" e "interprete" sono solamente i due nomi dati a due figure professionali che identificano rispettivamente colui che traduce per iscritto e colui che lo fa oralmente. Ciò non significa che tradurre e interpretare siano due cose distinte, attribuite in via esclusiva ad una o l'altra professione: non si può tradurre senza interpretare ed ogni interpretazione è di per sé una traduzione. Entrambi quindi interpretano e traducono; le peculiarità delle due attività derivano invece da quello spartiacque fondamentale, per quanto superficiale possa apparire, rappresentato appunto dalla differenza fra parola scritta e parola orale.
2) Il secondo è che il famoso " come si dice", che usiamo quando vogliamo sapere come dire qualcosa in un'altra lingua, non fa riferimento al semplice fatto che lingue diverse hanno "parole" diverse (se così fosse, basterebbe un buon dizionario ed un libro di grammatica, come qualcuno effettivamente pensa), bensì alla differenza che intercorre nel modo in cui due popolazioni diverse utilizzano e organizzano parole e concetti. La traduzione si riassume nell'atto di ricreare un significato in un'altra lingua dicendo (o scrivendo) quello che avrebbe detto un madrelingua per esprimere quel significato o provocare una certa reazione nella sua lingua, nella sua cultura: le due espressioni possono essere, e spesso sono, molto diverse addirittura nel contenuto.
Bisogna poi specializzarsi, accademicamente o attraverso altri percorsi, in uno o più settori (non troppi!). Saper fare tutto è inverosimile e chi afferma di saper, ad esempio, tradurre tutti i tipi di testo, non solo sta mentendo, ma sta dando prova di una mancanza totale di professionalità.
La specializzazione in un particolare settore o campo di applicazione si acquisisce ancora una volta con dei corsi mirati e/o maturando esperienza lavorativa, fermo restando che bisogna essere assistiti, controllati, da chi è già capace.
A ben vedere esistono due processi di formazione, due direzioni da seguire per avere la competenza necessaria per offrire un servizio professionale: qualificarsi nell'arte della comunicazione e poi specializzarsi in determinati ambiti, o qualificarsi in particolari ambiti e poi specializzarsi nella comunicazione. Nel caso della traduzione di un testo legale sono ad esempio egualmente validi sia una persona laureata in traduzione che abbia poi approfondito la sua conoscenza in ambito legale, che un avvocato che abbia acquisito le competenze specifiche, linguistiche e teoriche, della professione del traduttore.
La formazione di qualsiasi lavoratore, e di certe categorie di professionisti in particolar modo, non ha mai fine.
Una volta acquisite le necessarie competenze, va da sé che bisogna tenersi costantemente aggiornati sia rispetto alle nuove frontiere dei servizi linguistici offerti e richiesti, sia per quanto riguarda l'acquisto di risorse e l'utilizzo professionale della strumentazione software disponibile. Non va inoltre dimenticato che è una condizione sine qua non che il mediatore, traduttore o interprete che sia, stia al passo con i temi di attualità, politica e cultura a livello nazionale e internazionale, sfruttando la propria conoscenza per attingere a fonti di informazione provenienti da vari paesi e dedicando particolare attenzione a come i fatti vengono raccontati e percepiti. Il mediatore linguistico è un assiduo lettore e fondamentalmente una persona molto curiosa e analitica. Anche Il tempo e lo sforzo mentale che dedicate alla vostra cultura generale fa parte del percorso che vi rende professionisti.
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