TRADUZIONI


Traduzione letterale e traduzione comunicativa

Con questa polarità, sommariamente riassuntiva di tutta una serie di teorie brillantemente sviluppate nei secoli sul tema della traduzione, distinguiamo i due atteggiamenti che si possono assumere quando ci si accinge a tradurre.

Prima di tradurre, il professionista deve essere consapevole di quale sia lo scopo della traduzione -la sua funzione- e a chi sia destinata, nonché di tutti i fattori che influiscono sulla decisione di quanto e quando sia importante, o se addirittura sia o non sia opportuno, attenersi "fedelmente" al testo di partenza piuttosto che rielaborarlo "liberamente" producendo un testo di arrivo che non corrisponde alla lettera alla fonte da cui si è tradotto.

Si parla quindi di traduzione letterale, fedele al testo parola per parola, e di traduzione comunicativa, fedele non alle parole ma, a seconda dei casi, al significato, all'effetto, allo stile.

Quello che conta è capire quale sia
(1) l'elemento principale che viene trasmesso dal testo originale "di partenza"
(2) il motivo per cui la traduzione è stata commissionata
(3) a chi è destinata
(4) che uso se ne farà

Si va a tradurre un'opera letteraria per offrire ai lettori stranieri un' esperienza di lettura il più vicino possibile a quella assaporata dai lettori della lingua originale, o la si traduce per rendere disponibile ("accessibile") quel testo a studiosi di letteratura e linguisti che vogliono andare ad analizzare il modo di scrivere, nonché le varie immagini e i giochi retorici possibili, nella lingua madre dell'autore?
Si deve tradurre un discorso di propaganda politica affinché quella traduzione diventi un discorso altrettanto valido e convincente per un altro popolo, o lo si traduce sotto commissione della facoltà di scienze politiche al fine di fornire agli studenti materiale di studio relativo ad un certo contesto politico straniero e alle tecniche di persuasione ed esortazione applicate conformemente a quelle che sono le aspettative e le paure del popolo a cui era originariamente rivolto?

Le considerazioni da fare sono evidentemente molteplici e i fattori che influiscono sulle tecniche di traduzione applicate in una certa occasione possono combinarsi in svariati modi portando a soluzioni diverse di volta in volta.

È quindi fondamentale che il professionista sia pienamente consapevole delle problematiche teoriche e tecniche del tradurre. In traduzione non si può parlare con leggerezza di "uguaglianza", alludendo alla corrispondenza fra due parole in due lingue diverse, e ancor di meno ci si può aspettare di poter procedere ad una traduzione semplicemente conoscendo la grammatica di una lingua e usando un vocabolario da cui si attingono parole prese singolarmente (per quanto l'uso del dizionario sia certamente utile e molti dizionari diano ormai una vasta gamma di esemplificazioni pratiche dell'utilizzo dei termini in modo da permettere una buona contestualizzazione della singola parola).

Si parla piuttosto di "equivalenza": si traducono contenuti -sensazioni, concetti impliciti, convenzioni sociali e norme giuridiche e morali-, di cui le parole sono solamente una realizzazione "superficiale", il "fiore" con cui veniamo a contatto dopo che ha acquisito determinate caratteristiche in virtù del percorso attraverso cui si è sviluppato e a partire dal seme che lo ha originato.

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